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Arlequins Forum > Novità discografiche > Cellar Noise - Nautilus


Inviato da: VeteraEtNova il Mercoledì, 09-Ott-2019, 14:00
Da forum "in uscita"

http://arlequins.forumfree.org/index.php?&showtopic=10169&st=0&#entry109448

Si può sentire tutto su loro bandcamp :

https://cellar-noise.bandcamp.com/album/nautilus



Inviato da: river il Giovedì, 10-Ott-2019, 10:44
Disco che farà storcere il naso ai nostalgici. Invece io ho gradito molto l'evoluzione del suono: i ragazzi hanno classe e personalità da vendere anche quando entrano in territorio prog contemporaneo.

Inviato da: jdessi il Venerdì, 11-Ott-2019, 12:02
QUOTE (river @ Giovedì, 10-Ott-2019, 10:44)
Invece io ho gradito molto l'evoluzione del suono

Non sono assolutamente d'accordo. Secondo me non è un'evoluzione: semplicemente si sono adeguati al sound che va per la maggiore.
Ok, Si, adesso suonano "moderni", ma suonano anche come mille altri e pur avendo "classe e personalità da vendere" questo li penalizza.
Non so se i ragazzi leggono il forum, ma consiglierei per il prossimo album di fottersene del sound "moderno" (e anche di quello "vintage", del resto) e crearsene uno nuovo, tutto loro.
Una peculiarità della musica dei primi 70/ultimi 60 era proprio questa libertà nella ricerca delle sonorità.
Già alla fine dei '70, questa libertà era limitata, ma ai giorni nostri è inesistente...

Ah, dimenticavo: non sono un nostalgico.

Inviato da: river il Venerdì, 11-Ott-2019, 14:06
QUOTE (jdessi @ Venerdì, 11-Ott-2019, 12:02)
QUOTE (river @ Giovedì, 10-Ott-2019, 10:44)
Invece io ho gradito molto l'evoluzione del suono

Non sono assolutamente d'accordo. Secondo me non è un'evoluzione: semplicemente si sono adeguati al sound che va per la maggiore.
Ok, Si, adesso suonano "moderni", ma suonano anche come mille altri e pur avendo "classe e personalità da vendere" questo li penalizza.
Non so se i ragazzi leggono il forum, ma consiglierei per il prossimo album di fottersene del sound "moderno" (e anche di quello "vintage", del resto) e crearsene uno nuovo, tutto loro.
Una peculiarità della musica dei primi 70/ultimi 60 era proprio questa libertà nella ricerca delle sonorità.
Già alla fine dei '70, questa libertà era limitata, ma ai giorni nostri è inesistente...

Ah, dimenticavo: non sono un nostalgico.

Il termine "evoluzione" non significa per forza "passo avanti qualitativo o stilistico", ma per come lo intendo io, semplicemente "trasformazione del suono", o cambio di prospettiva. Se poi non piace il punto d'approdo questo è un altro discorso, ma i Cellar Noise non si sono uniformati in modo superficiale: il disco è buono e suona anche molto originale come composizione dei brani. Quindi no: non suonano come "mille altri", specialmente in Italia e io dico: continuate così. Se poi porteranno innovazione e ricerca nelle sonorità, tanto meglio. Ma appunto: è una trasformazione. Meglio questo che la stasi totale.

Inviato da: jdessi il Venerdì, 11-Ott-2019, 14:44
QUOTE (river @ Venerdì, 11-Ott-2019, 14:06)
QUOTE (jdessi @ Venerdì, 11-Ott-2019, 12:02)
QUOTE (river @ Giovedì, 10-Ott-2019, 10:44)
Invece io ho gradito molto l'evoluzione del suono

Non sono assolutamente d'accordo. Secondo me non è un'evoluzione: semplicemente si sono adeguati al sound che va per la maggiore.
Ok, Si, adesso suonano "moderni", ma suonano anche come mille altri e pur avendo "classe e personalità da vendere" questo li penalizza.
Non so se i ragazzi leggono il forum, ma consiglierei per il prossimo album di fottersene del sound "moderno" (e anche di quello "vintage", del resto) e crearsene uno nuovo, tutto loro.
Una peculiarità della musica dei primi 70/ultimi 60 era proprio questa libertà nella ricerca delle sonorità.
Già alla fine dei '70, questa libertà era limitata, ma ai giorni nostri è inesistente...

Ah, dimenticavo: non sono un nostalgico.

Il termine "evoluzione" non significa per forza "passo avanti qualitativo o stilistico", ma per come lo intendo io, semplicemente "trasformazione del suono", o cambio di prospettiva. Se poi non piace il punto d'approdo questo è un altro discorso, ma i Cellar Noise non si sono uniformati in modo superficiale: il disco è buono e suona anche molto originale come composizione dei brani. Quindi no: non suonano come "mille altri", specialmente in Italia e io dico: continuate così. Se poi porteranno innovazione e ricerca nelle sonorità, tanto meglio. Ma appunto: è una trasformazione. Meglio questo che la stasi totale.

senza voler alimentare una flame war, non è quello che sento...
Se è vero che queste sonorità sono abbastanza inusuali per le band italiane, sono alquanto abusate all'estero.
Complimenti ai ragazzi che hanno avuto le palle a cambiare, ma spero che questo non sia il punto d'approdo: sono ragazzi con grande talento ed è giusto che continuino con la trasformazione, senza adagiarsi su suoni rassicuranti perché già sentiti.
Nessuno può negare che i Cellar abbiano talento, e parecchio...

Inviato da: Ayrton 2112 il Venerdì, 11-Ott-2019, 21:04
A me il disco è piaciuto, pur nella trasformazione del suono: è vero, la chitarra è in primo piano e suona più dura, ma siamo comunque parecchio lontani dal prog metal, che ha tutt'altro tipo di riffing.
La cosa che mi ha sorpreso di più è la batteria, è molto più varia e nitida che nell'album precedente: Eric ha davvero fatto un grande lavoro, al momento è il migliore nella band.
I due pezzi più lunghi e articolati, The Creator e Omega, spiccano sugli altri; notevole la seconda parte di Our Last Dance, mentre ho trovato un po' deboli e scontate Her e la title-track.
Mancano purtroppo i bei tappeti di tastiere dal sapore Genesis / IQ che tanto avevano impreziosito il debutto. Ne ho parlato anche con Nicolò: ho apprezzato la sua capacità di stare in sordina quando serve, mettendosi al servizio della canzone, ma a livello di arrangiamenti secondo me ne è uscito un po' penalizzato.
Altro punto debole, la voce: Francesco è un caro ragazzo, e non è un cattivo cantante, ma le sue linee vocali mi sono sembrate abbastanza ripetitive e prevedibili.
Insomma: un buon lavoro, ma Alight era qualche gradino sopra. Boh.gif

Inviato da: river il Venerdì, 11-Ott-2019, 22:44
QUOTE (Ayrton 2112 @ Venerdì, 11-Ott-2019, 21:04)
A me il disco è piaciuto, pur nella trasformazione del suono: è vero, la chitarra è in primo piano e suona più dura, ma siamo comunque parecchio lontani dal prog metal, che ha tutt'altro tipo di riffing.
La cosa che mi ha sorpreso di più è la batteria, è molto più varia e nitida che nell'album precedente: Eric ha davvero fatto un grande lavoro, al momento è il migliore nella band.
I due pezzi più lunghi e articolati, The Creator e Omega, spiccano sugli altri; notevole la seconda parte di Our Last Dance, mentre ho trovato un po' deboli e scontate Her e la title-track.
Mancano purtroppo i bei tappeti di tastiere dal sapore Genesis / IQ che tanto avevano impreziosito il debutto. Ne ho parlato anche con Nicolò: ho apprezzato la sua capacità di stare in sordina quando serve, mettendosi al servizio della canzone, ma a livello di arrangiamenti secondo me ne è uscito un po' penalizzato.
Altro punto debole, la voce: Francesco è un caro ragazzo, e non è un cattivo cantante, ma le sue linee vocali mi sono sembrate abbastanza ripetitive e prevedibili.
Insomma: un buon lavoro, ma Alight era qualche gradino sopra. Boh.gif

Sì, sono d'accordo. La voce è un po' il punto debole. Ma siamo comunque su livelli più che discreti anche lì.

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