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> Bohemian Rhapsody, film
 
Nimloth
Inviato il: Sabato, 01-Dic-2018, 22:39
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Pesniary Fan
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"Bohemian Rhapsody", film biografico sui Queen: lo ho trovato molto scadente per vari motivi. Molto semplicistico sui personaggi il cui carattere non viene assolutamente scavato, soprattutto quello di Mercury che sembra un poveraccio in balia del suo agente furbastro e di sè stesso.
Gli aspetti più controversi vengono sfumati e le vicende biografiche sono raccontate a volte un po' a cavolo e con un pizzico di indulgenza bonaria.
Tipo: al live Aid, nella realtà dei fatti, Geldof non gradiva i Queen per il fatto che si erano esibiti in uno dei luoghi simbolo dell'Apartheid "Queen played a run of shows at Sun City, the entertainment complex located in Bophutswana, one of 10 South African Bantustans: tracts of low-quality land supposedly enshrined as independent black homelands that were in fact one of the struts of the apartheid regime."LINK
Nel film Geldof invita il gruppo ma l'agente di Mercury non gli riferisce dell'invito... faccio notare che detto agente è deceduto quindi non può reagire al ruolo di mostro che gli è stato affibbiato. Ma le imprecisioni abbondano anche sui particolari della malattia e sugli amanti del leader.
Ok, non sono una sostenitrice della biografia fedele a tutti i costi se viene scelta la strada della trovata cinematografica e della trasfigurazione artistica ma il problema è che manca anche l'aspetto artistico.
Insomma lo ho trovato pessimo e discutibile anche se comunque scorrevole.
Al massimo può essere una scusa per riascoltare un po' il repertorio del gruppo: ma ne abbiamo davvero bisogno?
I Queen avrebbero detto la loro nella realizzazione del film e qui ci leggo il desiderio di trasfigurare la realtà in qualcosa di più comodo da digerire e giustificare. Un tentativo di passaggio verso il mito. Per fortuna le fonti biografiche non mancano per ristabilire i giusti equilibri.
Spero di non aver spoilerato troppo ma del resto che lui alla fine muore lo sapevate credo ahsi.gif


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Kid Cox
Inviato il: Domenica, 02-Dic-2018, 07:48
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Purple Piper
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Come al solito.. Davanti alle telecamere il cerone copre le rughe...
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Vienna
Inviato il: Domenica, 02-Dic-2018, 14:29
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Purple Piper
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Ci avevo fatto un pensierino, ma visto cosí daró precedenza ad altri film... gia.gif
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Ayrton 2112
Inviato il: Domenica, 02-Dic-2018, 15:39
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Purple Piper
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QUOTE (Vienna @ Domenica, 02-Dic-2018, 13:29)
Ci avevo fatto un pensierino, ma visto cosí daró precedenza ad altri film... gia.gif

Io ti consiglio di andarlo a vedere comunque, e valutare tu stesso.
Io andrò domani, quindi vi saprò dire, ma finora quello di Nimloth è l'unico parere negativo letto finora. Ho trovato anche amanti ed esperti conoscitori dei Queen entusiasti e convinti ;)


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Nimloth
Inviato il: Lunedì, 03-Dic-2018, 08:44
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Pesniary Fan
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Nimloth
Inviato il: Lunedì, 03-Dic-2018, 10:00
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Pesniary Fan
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QUOTE (Vienna @ Domenica, 02-Dic-2018, 14:29)
Ci avevo fatto un pensierino, ma visto cosí daró precedenza ad altri film... gia.gif

Invece ti consiglio proprio di andare a vederlo.
È scorrevole al di là delle critiche e poi mi dirai.
La parte musicale è preponderante e se sei fan dei Queen non può non piacerti.


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riddick
Inviato il: Lunedì, 03-Dic-2018, 10:13
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Prog-Nauta
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è da prendere come un film e non un documentario ,logico che ,se davvero ha avuto diversi cambi di sceneggiatura anche per colpa di scelte imposte dagli altri membri della band , è venuto un po incompleto ,e davvero non capisco perché si son fermati al live aid ,comunque a me è piaciuto .
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ajejebrazov
Inviato il: Lunedì, 03-Dic-2018, 10:33
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Lucky Man
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A me è piaciuto anche se, effettivamente, la figura di Mercury non viene scavata nel profondo come avrebbe meritato (eccessiva anche la parte caricaturale dei denti della prima fase....mi ha ricordato Ben Stiller nell'inizio di Tutti pazzi per Mary).
Ho, comunque, rivissuto "personalmente " certi passaggi come la svolta "disco"degli ottanta che all'epoca non digeriii e che mi allontano' dalla band (un po' come Duke dai Genesis).
A posteriori si può dire che fu una naturale evoluzione della band e ci sta.
Risentire dopo tanto tempo certi pezzi, comunque, mi ha fatto venire i brividi e anche qualche lacrimuccia, lo ammetto
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Nimloth
Inviato il: Lunedì, 03-Dic-2018, 11:00
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Pesniary Fan
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QUOTE (riddick @ Lunedì, 03-Dic-2018, 10:13)
è da prendere come un film e non un documentario ,logico che ,se davvero ha avuto diversi cambi di sceneggiatura anche per colpa di scelte imposte dagli altri membri della band , è venuto un po incompleto ,e davvero non capisco perché si son fermati al live aid ,comunque a me è piaciuto .

Per me invece fermarsi al Live Aid può avere anche un senso: tutto non c'entrava e bisognava fare delle scelte.
Capisco che una cosa è un documentario e un'altra un film ma l'artificio dello scioglimento del gruppo, del gruppo finito e ormai dismesso che cerca di rimettere insieme i pezzi, di un Mercury ostaggio manipolato dal suo agente che lo segrega rispetto agli altri componenti... beh... se la potevano anche risparmiare.

Anche preso come film non mi pare tutta questa gran bellezza, non ha proprio un taglio artistico. A conti fatti preferisco il film di Oliver Stone sui Doors come prodotto artistico. Forse la parte più interessante riguarda il repertorio più vecchio.


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riddick
Inviato il: Lunedì, 03-Dic-2018, 19:48
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Prog-Nauta
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io invece ho trovato che ,del suo periodo "solista" viene narrata solo la sua vita sregolata e non viene fatto cenno al disco "mr bad guy" , ma ,ripeto ,ho letto che lo script del film è stato cambiato più volte .
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Ayrton 2112
Inviato il: Martedì, 04-Dic-2018, 01:32
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Purple Piper
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Appena tornato a casa.
È vero, il film si prende veramente tante libertà, probabilmente troppe. La cronologia degli eventi, dalla composizione delle canzoni ai dettagli della malattia di Freddie, è del tutto sballata. La descrizione dei rapporti interni alla band è decisamente fantasiosa (ma quale scioglimento, erano nel pieno del tour di The Works...). Molti dettagli, come la citata questione dell'invito di Geldof, o il rapporto con Mary e il licenziamento di John Reid, sono stati alterati. E il personaggio del manager di Freddie, come ha detto Nimloth, ne esce in una chiave iper-negativa assolutamente ingiustificata. Alla fine non è un documentario, è intrattenimento, serviva il cattivo, il momento di crisi e il lieto fine.

Però... è stato comunque emozionante. Tutte le parti relative alle registrazioni e i concerti, specie il Live Aid, sono letteralmente da pelle d'oca. E Rami Malek è straordinario nella sua interpretazione: le movenze sul palco sono veramente quelle di Freddie, in ogni particolare.
Alla fine lo promuovo. Basta non guardarlo con l'aspettativa di vedere come sono andate realmente le cose.


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ajejebrazov
Inviato il: Martedì, 04-Dic-2018, 10:49
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Lucky Man
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QUOTE (Ayrton 2112 @ Martedì, 04-Dic-2018, 00:32)
Appena tornato a casa.
È vero, il film si prende veramente tante libertà, probabilmente troppe. La cronologia degli eventi, dalla composizione delle canzoni ai dettagli della malattia di Freddie, è del tutto sballata. La descrizione dei rapporti interni alla band è decisamente fantasiosa (ma quale scioglimento, erano nel pieno del tour di The Works...). Molti dettagli, come la citata questione dell'invito di Geldof, o il rapporto con Mary e il licenziamento di John Reid, sono stati alterati. E il personaggio del manager di Freddie, come ha detto Nimloth, ne esce in una chiave iper-negativa assolutamente ingiustificata. Alla fine non è un documentario, è intrattenimento, serviva il cattivo, il momento di crisi e il lieto fine.

Però... è stato comunque emozionante. Tutte le parti relative alle registrazioni e i concerti, specie il Live Aid, sono letteralmente da pelle d'oca. E Rami Malek è straordinario nella sua interpretazione: le movenze sul palco sono veramente quelle di Freddie, in ogni particolare.
Alla fine lo promuovo. Basta non guardarlo con l'aspettativa di vedere come sono andate realmente le cose.

In realtà leggendo qui e là mi pare che siano ben pochi i particolari importanti che sono fuori posto.
Il rapporto con Mary, la sua ex fidanzata, era davvero importante ed erano davvero in predicato di sposarsi(lei ancora vive nella cass ereditata da lui)
Il manager di Freddie era davvero una brutta persona che spiattellava alla stampa tutti i suoi segreti (anche se non in tv come nel film), personaggio molto osteggiato dal resto della band.
Diciamo che l'unica grande inesattezza è il presunto scioglimento della band quando Mercury(come in realtà anche gli altri della band)si occupa del suo progetto solista.
Ma questo (come la comunicazione alla band della malattia prima del Live Aid, notizia che fu, invece, data anni dopo)è servito per romanzare un po' la storia e per la scelta di concludere il film con quel memorabile concero.
Il figliol prodigo che torna a casa, fa pace con i compagni, l'ultimo epico show, la morte.
Cinematograficamente ci sta.
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finneus71
Inviato il: Martedì, 11-Dic-2018, 15:28
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Jester
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il sosia di Mick Jagger che fa il sosia di Freddie Mercury l'ho trovato notevole


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L'amore è un cerchio più forte della paura. ( San Paolo )
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nadirdec
Inviato il: Martedì, 11-Dic-2018, 20:23
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Film davvero scadente, concordo con alcuni commenti sopra (e anche con finneus: per un film su Mick Jagger andava benissimo Malek, che comunque è il meno peggio, visto che l'impegno ce lo mette).

I difetti

1) Errori storici grossolani: We Will Rock you "fatta comporre" nel 1983 circa, quando invece è del 1977. Ho letto gente che dice "e chi se ne importa, ora stiamo a guardare le date". E invece no, se mi fai un film su qualcuno, se fossi io quel qualcuno, mi sentirei preso in giro perché stai sfruttando la mia immagine per raccontare balle.
L'aggravante è che produttori esecutivi e supervisori sono proprio due Queen (May e Taylor), e non c'è neanche la scusa dell'ignoranza di chi ha fatto il film.
Altri errori: la diagnosi anticipata di due anni, John Deacon che arriva nella band assieme a Mercury (falso: c'erano stati tre bassisti diversi prima di lui e con Mercury già nel gruppo); un manager col nome inventato e che "riassume" diverse figure; Freddie Mercury che prende la diagnosi come nulla fosse e "ma sì, andiamo a suonare al Live Aid" (col cavolo: appena Mercury seppe della diagnosi - nel 1987, e non nel 1985 - decise di non esibirsi più dal vivo).
2) lo svolgimento: sembra di fare zapping qui e là sulla carriera dei Queen...prima avanti di due anni, poi indietro, poi avanti di cinque anni...mediocre e commerciale come approccio. Per me anche snervante.
3) il Live Aid finale, che sembra suonato dai calciatori di Fifa Soccer travestiti da Queen, per come le riprese sono patinate e finte, oltre che piene di effetti digitali.
4) l'effetto comico del vocione scuro di Malek (parlo della lingua originale) che quando canta diventa la voce femminea del Mercury anni '70
5) la scarsa somiglianza tra Malek e Mercury, col primo che sembra una versione nanesca di Freddie, o addirittura se vedessimo un fermo-immagine con l'abbigliamento anni '70 sembrerebbe un film su Jagger appunto.

In conclusione, un mix tra un musicarello rock e un Tale e quale Show.

Che stia avendo successo non conta nulla, anche i cinepanettoni di Boldi e De Sica fanno il pienone.

Pareri negativi della critica ce ne sono eccome, ad esempio

Per Indiewire il film è imbarazzante

QUOTE
terrible and self-indulgent piece of revisionist history, where the legend is always prioritized over the truth, even when the truth was surely far more interesting.
QUOTE
Sembra l'incipit di una barzelletta ma è da queste premesse che Bohemian Rhapsody prende vita, romanzando e edulcorando fino all'eccesso la cavalcata dei Queen verso la gloria eterna. Tralasciando i tanti, troppi errori storici cronologicamente dettati dall'esigenza di comprimere l'intero film 'entro' l'estate del 1985, ciò che stona nell'opera di Singer è l'illogica scelta di tramutare la vita di Mercury, più 'commessa' che 'santo', in un'esistenza da educanda.

Impossibile tralasciare la parentesi 'sessuale' di Freddie, perché il Malek di Bohemian Rhapsody si concentra quasi esclusivamente sullo storico rapporto d'amore prima e d'amicizia poi con Mary Austin. L'omosessualità del cantante viene praticamente dipinta come una 'casuale parentesi', un'esperienza passeggera, fugace, che vede Mercury sperimentare dopo l'apparizione di un camionista in un autogrill. Falso, storicamente parlando. Solo nel finale, con inconcepibile ritardo, il film si ricorda di Jim Hutton, ultimo storico fidanzato di Freddie, rimasto al suo fianco fino alla sua morte. Non a caso nel Regno Unito è subito montata la polemica 'straight-wash', perché Bohemian Rhapsody ci racconta un Freddie clamorosamente trattenuto, frenato, quasi 'disneyzzato' rispetto a quello che hanno raccontato i tabloid dell'epoca a cadenza praticamente settimanale, tra festini a base di sesso, alcool e cocaina.

Singer presta attenzione soprattutto ad alcune celebri esibizioni live dei Queen, perfettamente ricreate (perfetta e coinvolgente quella del Live Aid), ma tolto l'effetto Tale e Quale Show ciò che resta è un biopic fasullo, perché fastidiosamente smussato e romanzato, che quasi certamente non sarebbe piaciuto in primis al diretto interessato. Patinato e ovviamente trainato dalle iconiche canzoni dei Queen, il film guarda ad Hollywood ma dalla sua parte sbagliata, provando a piacere a tutti ma finendo, inevitabilmente, per non accontentare realmente nessuno. L'ordinario, purtroppo, straccia lo straordinario, che avrebbe dovuto abbracciare un uomo come Mercury, privatamente complesso e pubblicamente strabordante.
QUOTE
la classica operazione commerciale che preferisce non rischiare per inseguire il confortante e tradizionale didascalismo della maggior parte dei racconti biografici. Un film che forse accontenterà il grande pubblico – quello senza troppe pretese, semplicemente incuriosito dall’arrivo al cinema di una grande storia senza tempo -, ma che quasi certamente farà storcere il naso non solo agli amanti del celeberrimo gruppo rock, ma anche a tutti coloro che speravano di non vedere il mito di Mercury soccombere alle logiche del biopic da manuale.
QUOTE
Bohemian Rhapsody is just a limp mess.
is faintly insulting to its subject, who was much more interesting than the movie

There’s a strange sterility to the whole enterprise that, even to casual observers, seems totally out of sync with the character at the film’s center. Bohemian Rhapsody was made with the cooperation of Queen’s surviving members, but they reportedly were only willing to sign on if it wouldn’t be R-rated, and thus it’s scrubbed clean of much of the content that might round out a film more committed to accuracy regarding the lifestyle of its characters.

The result is that we’re always seeing the aftermath of certain events, never the events themselves. There’s no sex in this movie, and nothing that could really be considered “partying.” We see some aftereffects — postcoital conversations, rooms littered with bottles and refuse — and fill in the blanks because we’ve seen rock movies before. We know what happened here.

But that’s not only true of Bohemian Rhapsody’s racy content; everything in this movie feels like a quick sketch of what really happened, a sprint through perfunctory conversations and plot points that will connect the dots between moments in Mercury’s life and the band’s career to get him to Live Aid. Nothing is surprising, except how little is surprising.


https://www.vox.com/culture/2018/11/2/18048...ek-bryan-singer

Messaggio modificato da nadirdec il Martedì, 11-Dic-2018, 20:30
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Vienna
Inviato il: Mercoledì, 12-Dic-2018, 14:08
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Purple Piper
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Grazie Nadirdec, mi hai convinto
Amo troppo il cinema per perdere tempo con certi prodotti.
A questo punto mi guardo un concerto dei Queen che non ha bisogno di commenti
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