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Arlequins Forum > I Know What I Like > Figli di un Dio minore ?


Inviato da: vale il Domenica, 03-Nov-2019, 09:19
Dopo 4 album in 4 anni con la stessa formazione, qualcosa cambia in casa Camel. Se ne va il bassista Doug Ferguson ed entrano Mel Collins ai fiati e Richard Sinclair al basso ( e voce in qualche brano). Con questa line up esce Rain Dances...L'anno di uscita non e' dei migliori ( il famigerato '77 ), ma il gruppo, pur modificando qualcosa nel sound, non cede a " tentazioni" commerciali...
Nel complesso, a mio parere, seppur inferiore alla trilogia che lo ha preceduto " Mirage", " The snow goose" e " Moonmadness" , " Rain dances" e' un album piu' che buono...e i due nuovi acquisti si fanno sentire eccome...

Che ne dite ?

Inviato da: vale il Domenica, 03-Nov-2019, 17:01
vediamo di stimolare qualcuno....


Rain Dances: L' album contiene due dei brani dei Camel che preferisco in assoluto e cioe' First light e Metrognome....e gia' questo potrebbe bastare. Si aggiungono pero' almeno altre 3 perle delicatissime e raffinatissime : Tell me ( che confermano Sinclair tra le migliori voci "prog" inglesi...e non solo ); Elke.... con un Latimer splendido abche al flauto... ed infine la title track che chiude l' album. Piu' di " maniera", ma di alto livello Unevensong e Skylines. Highways to the sun e' il tentativo di singolo che seppur con ritornello di facile presa ( sia mai.....) dimostra tutta la perizia del gruppo. Rimane " One of these days......." la meno convincente del lotto...anche per l' inizio fuorviante. Nel complesso un album da 8 pieno

Inviato da: jdessi il Lunedì, 04-Nov-2019, 09:47
Per quest'album, si aggiungono dei nomi mica da poco: Sinclair al basso e voce e Mel Collins ai fiati che daranno un tocco di jazz alla Canterbury ai più sinfonici Camel precedenti. Senza niente togliere alla formazione precedente, trovo che questo tocco aggiunga un po' di mordente al sound a volte troppo pacato dei nostri.
Ricordo che quando vennero fuori i primi album dei Camel, non mi colpirono proprio a causa dell'esecuzione troppo "flemmatica": ero piuttosto giovane e rockettaro.
Cominciai ad apprezzarli qualche anno dopo, anche grazie a Rain Dances.
Brano per brano:
First Light - Inizio molto Genesis con un arpeggio ostinato di chitarra a 12 corde e riff di synth e chitarra all'unisono. Il prosieguo, con un riff di basso e l'intervento del Sax di Collins, è il perfetto esempio di cio' che dicevo più sopra. L'aggiunta di un pizzico di jazz rock arricchisce il tutto facendo sailre il voto da 7 a 8.

Metrognome - Bell'inizio con un impasto vocale molto canterbury-caravanesque. Ottimo Latimer che propone un fantastico riff all'unisono con i fiati lievemente jazzato. Il tutto sfocia in un riff di basso in 7/8 con tanto di solo di chitarra... Latimer rules! 8,5

Tell me - Splendida ballad arricchita da interventi di flauto e synth, e con ricami del basso che sottolineano la ricchezza armonica del brano. Per me è il top dell'album. voto 9

Highways of the sun - brano in pieno stile AOR del periodo. Sarà quel suono di piano elettrico..., ma sembra un misto tra Asia, Supertramp e Chicago. E' il brano più debole dell'album. voto 5,5

Unevensong - Belli gli stacchi di basso sul piano che sottolinea gli ottavi, ma il meglio arriva dopo l'intermezzo più lento, con la solita ottima chitarra di Latimer che detta il riff che darà vita ad un finale pieno di melodie contrappuntistiche. 8 pieno.

One of these days I'll get an early night - Inizia con un bel groove stile dance anni '70.
Beninteso in quegli anni odiavo la musica dance, ma dopo aver sentito la dance degli anni seguenti... beh ad avercene....
L'impressione di essere al cospetto di un brano disco, viene subito corretta dall'ingresso dei fiati che cambia l'atmosfera verso territori più funky jazz. Non male, ma pur sempre una strizzatina d'occhio ai gusti del periodo...
Grazie al cielo arriva il momento della chitarra di Latimer che fa sollevare il voto fino alla sufficienza.

Elke - Pesante l'influenza di Brian Eno. Almeno credo, dato che io non sono propriamente un ....enologo. sorriso.gif .
Trovo che sia un bel brano meditativo. Magistrale il flauto. L'atmosfera mi ricorda i KC dell'epoca di Islands ... voto 7,5

Skylines - Altro gran pezzo di jazz rock canterburiano. Lo schema è lo stesso: Sinclair da gran bassista, propone un riff potente e chitarra e fiati dettano il tema melodico. Tastiere, fiati e chitarra poi si alternano a proporre i soli. Il risultato anche stavolta è ottimo. voto 8

Rain Dances - La title track è un pezzo sinfonico, in cui violini e arpeggiators la fanno da padrone. Il jazz del canterbury è completamente dimenticato in favore di un pezzo che mi ricorda, inizialmente, ancora una volta, i KC di Prelude: Song of the Gulls.
Ma molto meno convincente: l'inizio lascia ben sperare, ma l'ingresso dei suoni elettronici alla Jean Michel Jarre, rovina un po' tutto. Voto 6,5

La media dei singoli pezzi darebbe 7,5 ma l'album, complessivamente, vale un bel 8.

Inviato da: Vienna il Lunedì, 04-Nov-2019, 11:19
RAIN DANCES album che segna una rimarchevole svolta nella produzione camelliana. Con l'arrivo di Sinclair e Collins la band prende una direzione jazz-prog di evidente marca canterburyana.
Non bisogna dimenticare che in quegli anni, 1977 per la precisione, il Prog era in fase calante e le bands storiche cercavano nuove vie.
FIRST LIGHT ė un gran bel brano, perfetto come trait-union con la produzione precedente. Un grandissimo Mel Collins impreziosisce da par suo il pezzo. 8
METROGNOME grazie anche alla voce di Sinclair si rivela come il brano più "a la Canterbury" di tutto l'album. 7
TELL ME atmosferico e d'ambiente che mi ha ricordato i 10cc. 7
HIGHWAYS OF THE SUN marcetta orecchiabile che si aggiudica il titolo più debole. 4
UNEVENSONG ricami chitarristici e tastieristiche ci portano a un finale da brividi. 7
ONE OF THESE DAY'S I'LL GET AN difficile credere che siano i Camel e non una Big Band tipo alla Emuir Deodato. 5
ELKE delicatissimo brano. 6
SKYLINES strumentale senza grosse variazioni che offre poche emozioni. 6
RAIN DANCES in chiusura i Camel dimostrano che possono ancora comporre brani sinfonici da pelle d'oca.
Sax soprano da urlo. TOP brano 9.
In definitiva un discreto album tra i "minori" della discografia della band inglese. Si aggiudica nella mia personale classifica un bel 7+

Inviato da: FabioProg il Lunedì, 04-Nov-2019, 12:15
Anno 1977, anno in cui salì alla ribalta il punk , ed anno in cui il nostro cammello imperterrito prosegue la sua marcia nel deserto del prog . E’ vero, qualche ritocco è stato fatto, brani non più lunghi di 6 minuti, la ricerca di un brano che faccia da singolo (Highways to the sun), qualche inserto funk, pop e jazz, ma il risultato finale, è un gran risultato. Mel Collins, nuovo arrivato offre una prestazione magistrale, gli inserti di Brian Eno li trovo fantastici (vedi ELKE) . Sinclair probabilmente è invece colui che ha portato la contaminazione jazz , che mai prima si era sentita nei Camel. Il mio voto è alto, forse troppo per un disco meno considerato , ma tant’è, per me si aggiudicano un bel 8.5. Il pezzo più debole faccio fatica a trovarlo. Forse Highway to the sun perché troppo “commerciale” o One of These Days…. perchè un po’ troppo fuori dagli schemi cammelliani. Tutti gli altri brani li metto tutti sullo stesso piano, bellissimi.

Inviato da: vale il Lunedì, 04-Nov-2019, 14:34
..per ora piace a tutti...qualcuno in contro tendenza ?

Inviato da: Ayrton 2112 il Lunedì, 04-Nov-2019, 14:45
L'ho sempre considerato uno dei miei lavori preferiti dei Camel. Non contiene i singoli capolavori di Mirage o Moonmadness e non ha la compattezza concettuale di Snow Goose: è "semplicemente" una raccolta di belle canzoni, ben composte, suonate e arrangiate. La perdita di Doug Ferguson è un brutto colpo, ma era difficile pensare a sostituti migliori di Richard Sinclair come cantante/bassista: il suo ingresso porta in dote influenze canterburiane, particolarmente evidenti in Metrognome, ma che non alterano più di tanto il suono della band, sempre dimesso e malinconico. Anche quando la band spinge più sul lato orecchiabile/commerciale, in Highways Of The Sun, lo fa senza banalizzare la composizione e donandogli sempre elementi di interesse. Mel Collins è un'altra aggiunta di altissimo livello, ma forse poco sfruttata: il suo sax si ritaglia un ruolo da protagonista in First Light, uno degli episodi migliori, ma per la maggior parte dell'album rimane "nei ranghi", senza spiccare.
Trovo curioso il fatto che, nonostante la band includa due ottime voci soliste, 5 brani su 9 siano strumentali. Per quanto alcune di esse, come la citata First Light e la title-track conclusiva, siano davvero pregevoli, l'idea di concentrarle quasi tutte nella seconda facciata a mio avviso "spezza" il disco in due, togliendogli compattezza.
Curiosità: nella mia edizione in vinile, nella busta interna, per ogni traccia è presente l'elenco completo degli strumenti utilizzati da ogni musicista: un armamentario impressionante, ne ho contati una trentina, degno di Tubular Bells smiledent.gif
In sostanza uno splendido disco, realizzato da quella che è probabilmente la migliore line-up dei Camel in termini tecnici, in cui risalta ancora una volta lo straordinario talento di Peter Bardens, secondo me uno dei tastieristi e compositori più sensibili e sottovalutati della scena prog inglese.
Voto: 8+

Inviato da: Kid Cox il Martedì, 05-Nov-2019, 08:54
Partorito nell'anno orribilis per il prog (1977) con punk e disco music che vengono "spinti" in campo a detronizzare band dall'importanza economica troppo ingombrante per le case discografiche e con l'anno successivo dove, grazie anche al lancio della new wave, arriverà un caterpillar a semplificare suoni e relativi costi...
Fortunatamente i nostri, con il passo lento e solenne del cammello che ne caratterizza tutta la discografia, rimangono ancora ancorati allle sonorità dello splendido Moonmadness, perla melanconica partorita l'anno precedente.
La partenza "First Light" ne sembra un estratto se non fosse per la sublime presenza del sax corso proprio a "modernizzare" il Camel sound.
La successiva "Metrognome" è la sintesi perfetta tra i due pianeti (Camel e Caravan) che qui s'incontrano grazie all'apporto di Richard Sinclair. Latimer ci regala un assolo di slow guitar che è una libidine (doppia libidine avrebbe detto un giovane Jerry Calà).
Con "Tell Me" i livelli sono ancora eccelsi ed il ricordo di Moonmadness aleggia fortemente nell'aria grazie alla languida voce di Latimer ed un flauto soave che ci fa volare sopra un tramonto autunnale dove nuvole viola tagliano un cielo rosso con la brezza che ci fa serrare le braccia al petto.
"Highways of the Sun" ci desta con il suo ritmo vivace ci ricorda che le Chic e Diana Ross stanno per arrivare ma si rimane comunque in pieno Camel sound, soltanto più "easy".
"Unevensong" rimane su ritmi vivaci ma presenta un impronta particolare, come se Caravan e Gentle Giant e Camel si fossero incontrati in USA... Strano ma questo brano mi fa pensare a moltissime progband che tra il 75 e l'85 imperversano negli Stati Uniti e che noi scopriremo venti anni dopo con l'avvento delle ristampe....
"One of These Days I'll Get an Early Night". Questo è forse il brano che mi lascia più perplesso: funky rock USA style senza se e senza ma...
Sto vacillando: un grande album, comincia a perdere colori; sta smarrendo la retta via per territori che non le competono... ecco allora che "Elke" arriva e delicatamente il suo flauto mi prende per mano e torna a farmi vedere le foglie arancio che cadono sui prati verdi della campagna inglese ancora umidi di brina. Quest brano fa cadere penne, spegnere motori, sollevare i nostri glutei dalle sedie e guardare il panorama che ci circonda (possibilmente fuori città!). 4 minuti e 31 secondi... troppo pochi, suggerisco il repeat!
"Skylines" strumentale bello e vivace, un altro perfetto "incontro" tra Camel sound e spezie Caravan. Risotto all' zafferano: semplice e buonissimo.
"Rain Dances" è il brano di chiusura: un delicato suono di tastiere porta in volo un sublime sax che poi lascia il suo spazio ad una ritmica ballerina che ci conduce all'uscio senza accorgercene. Siamo fuori, la musica è finita e noi ce ne rendiamo conto solo quando i rumori quotidiani riprendono il loro posto...
Un album bello e sottovalutato con un paio di scivolate al centro ma come Carolina Kostner, si rialza, completa degnamente l'opera e porta a casa il suo trofeo!
Voto 8 pieno, anche 8,5
brani top (in ordine sparso) Elke, Tell me, First Light
brano down "One of These Days I'll Get an Early Night"

Inviato da: Peppe il Martedì, 05-Nov-2019, 14:25
Parto con una premessa: secondo me i Camel non hanno mai fatto un album al di sotto della sufficienza. Anche il bistrattato The single factor, pur lontano dai vertici del gruppo, contiene alcune perle che gli permettono di toccare standard dignitosi. Rain dances, in questa discografia di altissimo livello merita un voto altissimo, nonostante sia leggermente al di sotto dei suoi predecessori. Merito di una serie di brani di alta qualità, che spaziano tra raffinati strumentali romantico-sinfonici di pregevolissima fattura, elementi di classici Camel che si fondono con deviazioni vagamente jazz-rock, insaporite di Canterbury grazie all'innesto di Sinclair e due pezzi che abbassano un po' la media con le derive pop (Highways of the sun) e quelle fusion-funky di maniera (One of these days...), pur mantenendosi tutto sommato godibili. Voto finale: 8.

Peppe

Inviato da: bungle77 il Martedì, 05-Nov-2019, 15:26
Ciao Vale, prima hai messo un disco dei Tull che non ti convinceva, ora questo dei Camel che ti piace molto, cosa accomuna questi due dischi?

Inviato da: vale il Martedì, 05-Nov-2019, 16:27
QUOTE (bungle77 @ Martedì, 05-Nov-2019, 16:26)
Ciao Vale, prima hai messo un disco dei Tull che non ti convinceva, ora questo dei Camel che ti piace molto, cosa accomuna questi due dischi?

nulla....il " concetto" e' quello di album, che mi piacciano o meno, non ha importanza, che non siano cosi "conosciuti" od oggetto di ammirazione incondizionata....o anche, per estensione, sottovalutati, sopravvalutati, poco considerati magari dalla stessa band ( non necessariamente Rain dances), usciti in un periodo particolare o ancora dopo un cambio di line-up...
Quindi in comune...nulla...
poi magari aspettati un The quiet zone, un Waterloo lily, un Tormato, un Monolith, uno Starlight dancer, un Cowboy poems free...

Inviato da: vale il Martedì, 05-Nov-2019, 16:33
...ma anche per il gusto di riascoltarli magari dopo anni...scoprendo forse aspetti nuovi...

Inviato da: Vienna il Martedì, 05-Nov-2019, 23:08
https://www.rock-progresivo.com/video-concierto-camel-en-el-sight-sound-bbc/2019/10/

Mi sembra appropriato spostare qui il video del concerto dei Camel tratto dalla tournée di Rain Dances.

Inviato da: vale il Mercoledì, 06-Nov-2019, 11:20
bel concerto

Inviato da: VeteraEtNova il Venerdì, 08-Nov-2019, 13:00
QUOTE (vale @ Martedì, 05-Nov-2019, 18:27)
poi magari aspettati un The quiet zone, un Waterloo lily, un Tormato, un Monolith, uno Starlight dancer, un Cowboy poems free...

... un Raindance dei Gryphon, no? biggrin.gif

Inviato da: Vienna il Lunedì, 11-Nov-2019, 10:31
La media su i 7 Arlecchini (sempre i soliti) che hanno espresso il loro gradimento
sull'album dei Camel é di 8.14

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