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> Esiste il Progressive Metal?
 
nuc
Inviato il: Martedì, 29-Apr-2014, 16:36
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Lucky Man
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Caro nuc, tu riesci a farmi dire cose che neanche penso! Comunque almeno ho capito che sei proprio così e non lo fai apposta  smiledent.gif


ehm... si, sono così...:)
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Run Off Groove
Inviato il: Martedì, 29-Apr-2014, 17:04
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Prog-Nauta
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Le discussioni aperte da Nuc (questa e quell'altra "Progressive e Regressive") sono molto interessanti anche se un po' difficili per me. Vi propongo qualche brano più o meno in tema, che mi sono messo a cercare in biblioteca sulla traccia dei vostri spunti. Spero di trovarne anche altri, nelle prossime settimane.

Questi sono alcuni brani del libro "Ritmi urbani" di Iain Chambers, un documento della metà degli anni Ottanta.
[*Vorrei far notare che Chambers, in molti luoghi del libro, parla di musica progressiva - intendendo, di solito, qualcosa di diverso da "rock progressivo"- evidentemente a 'musica progressiva' dà senso più ampio (un po' quello che fa il nostro Giancarlo Nanni in 'Rock progressivo inglese' che la fa iniziare almeno dagli Animals, dai Them, da Mayall, i Beatles ecc...), quello di un 'movimento' musicale nato intorno alla metà degli anni Sessanta e rimasto 'underground' fino alla fine di quel decennio. Ma mi smentisce almeno in una occasione, quando sembra che le due locuzioni "musica o rock progressivo" siano sinonimi, forse perché, da un certo momento in poi, la musica progressiva per Chambers viene a identificarsi col rock progressivo, non ho capito ancora bene. Comunque parla anche di reggae progressivo e Nanni di blues progressivo, pop progressivo ecc.]

Il parere del Chambers sull'origine del metal:
"Annunciato dal successo dei Led Zeppelin verso la fine degli anni Sessanta e propagandato da una grande quantità di gruppi dal sound più o meno simile, agli inizi del decennio successivo, l'heavy metal, nonostante le proteste di molti critici rock, fu senza dubbio un prodotto 'mutante' della musica progressiva. Partendo dall'estetica di quest'ultima, largamente fondata sulla chitarra (tecnica strumentale + pretese sofisticate=arte), l'heavy metal la trasformò con successo in un rumoroso e immediato populismo musicale.
La formazione classica di un gruppo heavy metal, derivata dal blues urbano, consisteva in una combinazione basilare di basso elettrico e batteria che produceva un martellante beat nel quale la voce e la chitarra solista si intrecciavano in un gioco narcisistico e rispecchiava una aggressività musicale e sessuale. (...)Lo stile musicale e culturale dei Led Zeppelin e dei gruppi heavy metal che apparvero con ininterrotta regolarità durante gli anni Settanta era stato forgiato, dopo tutto, proprio all'interno della musica progressiva. In particolare, questo successo era basato sul trionfo del protagonista maschile con la chitarra. L'apprendistato di Jimmy Page negli Yardbirds insieme con Jeff Beck, l'autorevole modello rappresentato dai Cream e dal loro blues elettrico ad altissimo volume, organizzato intorno al virtuosismo chitarristico di Eric Clapton [due gruppi di 'musica progressiva' in senso lato dunque per Chambers], per quanto potessero diventare 'volgarizzati', erano troppo evidenti perché la comunità del rock progressivo potesse disconoscerli facilmente. L'heavy metal non era, come a qualcuno piaceva credere, uno sviluppo estraneo, ma semplicemente un esito."

Sempre il Chambers:

"Mentre il beat e il R&B inglesi si erano ispirati a un contesto particolare fatto di sale da ballo , club cittadini e scuole d'arte, il rock progressivo con la sua base 'underground' aveva le sue radici fermamente saldate in una controcultura cosmopolita, bianca, angloamericana, dagli obiettivi più globali e asratti (...). Eisen scrive nel 1969: 'Nato come ibrido tra il blues e il country western il rock è divenuto ora una scuola che assorbe ogni tipo di musica, dal blues al classico raga indiano, da Bach a Stockhausen.' (...) ...il rock progressivo deve essere considerato una forma d'arte (Eisen, 'The Age of Rock, 1969)."




Qualche parola di Franco Fabbri sul termine 'progressive' (dalla "Storia della musica" diretta da Alberto Basso, Torino, 2004):

"A ridosso della generazione di pionieri del 'beat' si sta affacciando una generazione di musicisti più giovani, con una formazione musicale più ricca (molti sono tastieristi), basata sulla musica colta, sul jazz, sullo stesso rock (che comincia ad avere una tradizione e una scuola). Nei tardi anni Sessanta emergono dei virtuosi, più giovani ma molto più esperti come strumentisti dei colleghi che hanno costruito i primi anni della storia del rock.

In questo contesto, maturano le forme di produzione e di consumo che a partire dal 1969 verranno etichetate ufficialmente come 'progressive rock', sulla falsariga dell'analoga definizione per un sottogenere del jazz, imparentato con la musica colta novecentesca. Il 'progressive' però stenta ad essere definito su una base puramente stilistica: la sua caratteristica come genere è proprio quella di una grande varietà, anche se alcune regole del gioco emergeranno in modo più ricorrente...ecc..."


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nuc
Inviato il: Martedì, 29-Apr-2014, 19:50
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Lucky Man
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Lieto di esserti stato di stimolo...interessante materiale ;)
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Run Off Groove
Inviato il: Mercoledì, 30-Apr-2014, 15:19
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Prog-Nauta
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Cercherò allora di trascrivere altri brani, nei prossimi giorni!
Per non disperdere le citazioni tra varii forum, pubblico tutto qui; ma, se lo riterranno opportuno, saranno poi i padroni di casa a indirizzarle altrove:


Dal "Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti, Torino, 1984:

"Il Progressive jazz è una corrente jazzistica propugnata da Stan Kenton, derivata dalla fusione di elementi prorpiamente jazzistici con altri tratti dalla tradizione europea e afrocubana".

Dal "New Grove Dictionary of Music and Musicians", edizione curata da Stanley Sadie, 1980; articolo di Max Harrison:

"Progressive jazz is a term applied to attemps, chiefly in the 1940s and 1950s, to renew the big band tradition of the 1930s; it is generally associated with the work of Stan Kenton. The movement sought more complex goals for the large jazz ensemble and especially a amore advanced vocabulary; in the work of Kenton and his arrangers, like Pete Rugolo and Bob Graettinger, this was expressed almost solely in terms of extreme loudness and dissonant, often illogical harmonies. More successful in the 1940s was the work of Earle Spencer and Boyd Raeburn who produced several orchestral pieces (particularly those by George Handy, a pupil of Aaron Copland) that were fairly modern in temper and quite adventurous in their resources, though with an increasing tendency to densely overcrowdwd scores.
Improvisation usually had little place in progressive jazz; its exponents produced much overtly commercial material and the contradiction betwenn it and the more ambitious music was never resolved.

Bibliography: A.Morgan, 'The Progressives', Jazz on Record, London 1968
M.Sparks, Kenton on Capitol, Hounslow 1966
A.Jackson, 'Boyd Raeburn', Jazz Monthly, xii(1966), Nov, 5



Sempre il Fabbri, poi, nella "Storia della musica" del 2004, pur sancendo la matrice inglese del progressive rock (con importanti ramificazioni in Italia e in altri paesi europei), afferma che "è certo che alcuni stimoli iniziali sono venuti dalle tournée in Inghilterra di musicisti americani, come The Band - per l'uso delle due tastiere e per le lunghe, rapsodiche improvvisazioni organistiche - e soprattutto come lo stesso Zappa, protagonista il 23 Settembre 1967 di un concerto alla Royal Albert Hall, a Londra, che mette la comunità dei musicisti rock inglesi di fronte a un diluvio di invenzioni - e di virtuosismi - che fa impallidire l'immagine di avanguardia del Sgt.Pepper, da poco pubblicato. (...)
E inevitabile, quindi, citare Zappa come un precursore del progressive rock, come un riferimento costante, anche stilistico, nonostante la saggistica su questo genere tenda a lasciarlo da parte."

Messaggio modificato da Run Off Groove il Mercoledì, 30-Apr-2014, 15:21
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Jack Luminous
Inviato il: Giovedì, 01-Mag-2014, 23:25
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QUOTE (Nimloth @ Martedì, 29-Apr-2014, 07:30)


Questo termine, dopo l'esplosione dei Dream Theater, è stato cancellato e convertito puramente in Progressive Metal. 


Non è proprio esatto, sulla copertina del vinile di Awaken The Guardian dei Fates Warning, prima stampa Enigma/Metal Blade 1988 leggo: "Progressive and Intense Metal With Strong Hooks And Melodies Ina A Conceptual Setting That Grows On The Listener." gia.gif
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Jack Luminous
Inviato il: Venerdì, 02-Mag-2014, 00:42
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QUOTE (Jack Luminous @ Giovedì, 01-Mag-2014, 23:25)
prima stampa Enigma/Metal Blade 1988 


... mi correggo, il disco è del 1986 non 1988
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Nimloth
Inviato il: Venerdì, 02-Mag-2014, 06:32
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Pesniary Fan
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Per curiosità, quali di queste versioni è?
http://www.discogs.com/Fates-Warning-Awake...n/master/106092

E quindi, c'è da dire che i Fates Warning hanno inventato due generi in un colpo solo: il Progressive e l'Intense Metal very_lol.gif

Giusto per curiosità, non era impresso sul disco ma era un bollino, come quelli che di solito mettono le case discografiche e che riportano lo stralcio di una recensione:

user posted image

E mi rispondo da sola: sembra l'edizione canadese, che torna con l'etichetta Enigma Metal Blade
http://i.ebayimg.com/00/s/MTA2M1gxNjAw/z/T...C/$_57.JPG


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Jack Luminous
Inviato il: Venerdì, 02-Mag-2014, 10:42
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Little Red Robin Hood
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QUOTE (Nimloth @ Venerdì, 02-Mag-2014, 06:32)


E mi rispondo da sola: sembra l'edizione canadese, che torna con l'etichetta Enigma Metal Blade
http://i.ebayimg.com/00/s/MTA2M1gxNjAw/z/T...C/$_57.JPG

Esatto, proprio quello! ahsi.gif
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Michele
Inviato il: Venerdì, 02-Mag-2014, 11:56
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Little Red Robin Hood
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Quindi apposto a posteriori...


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Uccio
Inviato il: Venerdì, 10-Lug-2015, 18:33
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A proposito dell'annosa e stucchevole diatriba sull'esistenza del metal progressivo, sul quando e come sia nato e se sia degno di attenzione, consiglio la lettura di "Prog Metal - Quarant'anni di Heavy Metal progressivo" di Jeff Wagner, edito da Tsunami Edizioni.
È un approfondimento a mio avviso intelligente e piuttosto equilibrato, che evidenzia sia gli enormi limiti di questo immenso calderone musicale sia i pregi e il contributo donato alla musica anche al di là dei soliti Big Three.
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theo van gogh
Inviato il: Lunedì, 20-Lug-2015, 15:05
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Purple Piper
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Conosco poco il genere ma per quello che conosco sia i dream t chd i queenryche mi paiono dei gruppi prog fatti e finiti con un approccio ,un filo piu muscolare,il metal e un aktra roba


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NON COMPRATE DALLA SOLDENEB ( MESSICO) DI CARLOS CARSI
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s1lverangel
Inviato il: Martedì, 25-Ago-2015, 16:02
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Lucky Man
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Il prog non è un genere ma un modo di interpretare la musica (e non solo la musica), quindi non vi è ragione per la quale non possa esistere il prog metal.
Ho una domanda per Nimloth, riguardo a questo:
"Fatto sta che quando arrivano in redazione proposte di recensione che riguardano gruppi che si definiscono Prog Metal, queste le cassiamo quasi tutte perchè con noi hanno veramente quasi nulla in comune."
Ma ascoltate gli album relativi alle proposte o no?
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Jacobaeus
Inviato il: Mercoledì, 07-Ott-2015, 07:30
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The Founder
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QUOTE (s1lverangel @ Martedì, 25-Ago-2015, 16:02)
Ho una domanda per Nimloth, riguardo a questo:
"Fatto sta che quando arrivano in redazione proposte di recensione che riguardano gruppi che si definiscono Prog Metal, queste le cassiamo quasi tutte perchè con noi hanno veramente quasi nulla in comune."
Ma ascoltate gli album relativi alle proposte o no?

Rispondo io:
certo che ascoltiamo. Normalmente un gruppo propone delle clip o ha un Myspace, Soundcloud etc. per far pre-ascoltare la propria musica.
Fatto sta che alla fine, dopo l'ascolto, spesso la conclusione è quella... e non solo per chi si definisce prog-metal eh.... anche la definizione "alternative" è foriera sovente di rifiuti (in tutti i sensi biggrin.gif )
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trilobyte
Inviato il: Mercoledì, 07-Ott-2015, 20:18
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comunque il progressive metal esiste perché nel mio archivio musicale su Excel ci sono diversi dischi contrassegnati con questo genere musicale


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