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> Luoghi comuni sul prog, (Storia vera del rock progressive)
 
Armo
Inviato il: Martedì, 11-Giu-2019, 20:47
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Lucky Man
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Ispirato da QUESTO ironico sondaggio, mi chiedo:

qual è la vera storia del rock progressive, e come confutare in modo chiaro e deciso quegli irritanti luoghi comuni che circolano su questo genere musicale?

A voi, ragazzi! Prof.gif
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Mauro
Inviato il: Martedì, 11-Giu-2019, 23:20
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Guardian of the Flame
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QUOTE (Armo)
qual è la vera storia del rock progressive

Immagino che leggendo Arlequins tu ti sia imbattuto in quella che chiamo La Frase Storica Di Vienna: “Ognuno ha la sua idea di prog e ciascuna di esse è quella giusta”. Partendo da questo geniale assioma (credo che Vienna stesso non si renda pienamente conto di quanta Verità esso contiene), lo estenderei alla tua domanda: pertanto, “Ognuno ha la sua storia del prog e ciascuna di esse è quella vera”.

La MIA personale Storia è la seguente.

Il Prog si delinea chiaramente come tale nel 1967, distaccandosi dal beat. Quel beat che aveva già da tempo iniziato a incorporare, in dosi sempre crescenti, elementi ad esso inizialmente alieni (psichedelia, impiego di tastiere, brani di maggior durata e complessità, etc). Fra il 1969 e il 1975 raggiunge il suo massimo fulgore, fra il 1976 e il 1977 inizia a mostrare la corda, fra il 1978 e il 1982 si tiene prudentemente in disparte in attesa che la bufera passi, fra il 1983 e il 2001 rialza orgogliosamente la testa come New Prog, dal 2002 inizia a ibridarsi con altri generi musicali.

Stiamo ancora vivendo quest’ultima fase: Neoprog, Crossover Prog, Eclectic Prog (e altre consimili amenità coniate in questi anni) sono solo altrettanti tentativi di continuare a tenere agganciato al treno del prog un genere che in realtà è ormai altro, ben altro. “Qualcosa” si è già evoluto dal prog. Già evoluto adesso, mentre io scrivo e tu leggi. Questo “qualcosa” non ha ancora confini e identità chiaramente definiti e forse, in tal senso, i vari suffissi “-prog” per ora gli fanno tutto sommato comodo: ma prima o poi (presto, immagino) il “qualcosa” avrà gambe per camminare da solo e saluterà con affetto il suo anziano genitore: il prog, appunto… esattamente come il prog salutò il beat nel 1967.

Gli ultimi echi (ultime band, ultimi dischi) del prog che si rifà consciamente o inconsciamente ai Grandi Anni, quelli dei Dinosauri insomma, si spegneranno assieme alla mia generazione (io sono del ‘58, tanto per capirci). Dopodichè, del prog resterà solo un labile e affettuoso ricordo, paragonabile a quello che oggi si può avere per il beat. Il mondo sarà andato avanti e in fondo è giusto –e comunque inevitabile- così.

QUOTE (Armo)
e come confutare in modo chiaro e deciso quegli irritanti luoghi comuni che circolano su questo genere musicale?

Scusa, perchè confutarli? Fregatene e lascia che circolino liberamente. whistle.gif Un luogo comune è di per sé infantile e banale: in quanto tale è indegno di confutazione. Confutarlo significa 1°) prenderlo in considerazione e 2°) spendere qualche caloria per ribattere: decisamente troppo per una scemenza. La scemenza va ignorata, dismettendola con un bonario sorrisetto.

Coerentemente io chiuderei qui, ma -al solo scopo di darti una risposta esaustiva- ti dico: leggi ‘sta perla firmata Astrolabio. “Basta alle fatine, agli unicorni che popolano le fantasie di vecchi proggers e dei loro cloni neofiti, ubriachi di mondi immaginifici alla Roger Dean.“ Armo, ‘sta frase non risale al 1975, apice della furia iconoclasta antiprog indotta dalla moda punk. Che tu ci creda o no, è qualcosa scritto due anni fa circa. E’ la più fulgida gemma fra le innumerevoli contenute in tale “Manifesto del Rock Degressivo” (sic). Cercalo in Google. Leggilo e prova un attimo a pensare quante fatine e quanti unicorni ammantati in disegni alla Dean trovi in… che so… Mysoginia dei Syndone o La Notte Anche Di Giorno della CDZ, giusto per nominare i primi due dischi che mi vengono in mente. Ma non c’è niente da fare: per alcuni l’equivalenza “prog=fatine e unicorni” valeva nei ‘70 e vale ancora quarant’anni dopo, come vedi. Ora dimmi, ma ti pare che io intenda spendere mezza caloria per “confutare” simili affermazioni? Guarda, non solo non le confuto… ma me ne godo la comicità, tanto irresistibile quanto involontaria. asd.gif

Fai lo stesso anche tu, se vuoi un consiglio da un “vecchio progger ubriaco di mondi immaginifici” (???). Ascolta quel che ti piace e dismetti tutto il resto con una spallucciata: alla fin fine la musica la si ascolta, credo, per il piacere che ce ne deriva… e non perché progressiva, regressiva o degressiva. Chiediti sempre e SOLO se un pezzo “ti piace” o “non ti piace”. Le tue e SOLO le tue orecchie sono il Giudice Supremo: se il pezzo ti piace, allora goditelo e finita lì. Tutto il resto è noia.

Keep the Flame burning!

Messaggio modificato da Mauro il Martedì, 11-Giu-2019, 23:27
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giuse
Inviato il: Mercoledì, 12-Giu-2019, 08:04
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Prog-Nauta
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Essendo della stessa generazione di Mauro la mia storia è simile alla sua.
Non aggiungerei altro, se non un appunto sulla forza innovativa del periodo 1969-1975, che non si è più rivista negli anni successivi.
Beati noi sessantenni che l'abbiamo vissuta!
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Vienna
Inviato il: Mercoledì, 12-Giu-2019, 08:55
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Purple Piper
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QUOTE
La Frase Storica Di Vienna


blink.gif ma dai...troppo buono

Io mi associo a Mauro e Giuse perché anche la mia storia é simile alla loro anche se sono piú giovane (1 o 2 anni)
Forse la nostra veneranda età ci permette filosoficamente di fregarcene dei luoghi comuni e, Armo, aspetta e vedrai che ti passa smiledent.gif
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progmaster
Inviato il: Mercoledì, 12-Giu-2019, 13:47
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Perché io sarei vecchio a 64 anni? p90smiley.gif biggrin.gif
Condivido in toto il pensiero di Mauro appl.gif


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Non c’è mai fine; ci sono sempre nuovi suoni da immaginare,nuovi sentimenti da esprimere.
John “Trane” Coltrane

...non cambierei le mie esperienze di allora, nè sarei quello che sono, se non fosse per quel periodo...
Peter Hammill
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Ayrton 2112
Inviato il: Giovedì, 13-Giu-2019, 09:33
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Purple Piper
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Carino quel sondaggio, non lo conoscevo! biggrin.gif

Alla fine, una più e una meno, sono tutte semplificazioni buone per chi si limita a grattare la superficie di questo genere musicale senza curarsi di guardare in profondità. Non è molto diverso da "il metal è solo rumore e gente che urla" o "il calcio sono solo 22 tizi in mutande che inseguono un pallone" (per uscire dall'ambito musicale).

Tra tutti, però, quello che mi colpisce di più è "il futuro del prog è il post rock". Da quello che vedo e leggo, tra i fan della mia generazione e i commenti sui forum di oggi (che per forza di cose sono tutti sui social), direi che il futuro del prog è piuttosto il metal e le sue contaminazioni: ormai, i gruppi più giovani che attirano l'attenzione del pubblico e si guadagnano posti di rilievo nelle scalette dei festival, si ispirano tutti a Dream Theater, Porcupine Tree, Opeth, alla sterminata galassia del technical death / thrash (vedi i Meshuggah, che in un'esilarante intervista sono arrivati a dire "scusateci per aver inventato il djent" asd.gif ), ecc.
Tutto il mondo di quelli che Mauro chiama i Dinosauri, è chiuso in un cassetto (con la sola eccezione, a volte, di King Crimson e Pink Floyd).
Mi colpisce perchè sono quasi tutte proposte che mi lasciano freddo e indifferente, e non l'avrei mai detto, trattandosi del punto di commistione tra i miei due generi preferiti in assoluto (metal e prog appunto), e dovrebbe essere il mio paradiso in Terra... in teoria. Eppure... chissà, forse stando in mezzo a voi sono invecchiato in anticipo, e mi dà molto più piacere frugare nei meandri di Youtube per scoprire i Bacamarte e gli Shingetsu (che saremo rimasti in 30-40 a conoscere) piuttosto che ascoltare il nuovo disco dei Protest The Hero.


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Armo
Inviato il: Giovedì, 13-Giu-2019, 11:20
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Grazie a tutti per i contributi.

Ma esattamente qual è stato il primo disco che si possa definire progressive?
E è vero che senza Sergent Pepper il prog non sarebbe mai nato?

Tutto ciò mi fa impazzire biggrin.gif
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Ayrton 2112
Inviato il: Giovedì, 13-Giu-2019, 11:48
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QUOTE (Armo @ Giovedì, 13-Giu-2019, 11:20)

Ma esattamente qual è stato il primo disco che si possa definire progressive?
E è vero che senza Sergent Pepper il prog non sarebbe mai nato?


Sarebbe nato lo stesso, ma si sarebbe sviluppato in modo diverso da come lo abbiamo effettivamente conosciuto. Lo stesso si può dire per tutti i artisti e i dischi seminali negli anni '50 e '60, Jefferson Airplane, Doors, Animals, Yardbirds e tanti altri...


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Jacobaeus
Inviato il: Giovedì, 13-Giu-2019, 11:56
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QUOTE (Armo @ Giovedì, 13-Giu-2019, 11:20)
Ma esattamente qual è stato il primo disco che si possa definire progressive?

Non il primo disco progressive, ma il primo per cui sia stato usato il termine Progressive Rock è ovviamente "In the Court of the Crimson King".

Per il resto, ritengo che la pagina wikipedia inglese sul Progressive Rock sia fatta abbastanza bene, sia pur giocoforza un po' incompleta ed anglo-centrica.
https://en.wikipedia.org/wiki/Progressive_rock

Il termine "progressive", in ambito musicale, venne usato per la prima volta per il Progressive Jazz di Stan Kenton e da lì via via esteso ad altri generi...
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Mauro
Inviato il: Giovedì, 13-Giu-2019, 13:00
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Guardian of the Flame
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QUOTE (Ayrton 2112)
Da quello che vedo e leggo... direi che il futuro del prog è piuttosto il metal e le sue contaminazioni

E' possibile, ma occhio: a quel punto non sarebbe più prog, sarebbe metal. In tal caso il metal avrebbe finito col fagocitare definitivamente il Beneamato Genere.

Altra possibilità, che ritengo più plausibile: sarà un qualcosa di ormai distinto sia dal prog che dal metal (pur essendo scaturito in primis da essi) e che incorpora ulteriori apporti dai più svariati generi (post, math, pop, etnica etc). Insomma, quel "qualcosa" cui accennavo nel mio precedente post: non amo chiamarlo Crossover (sapete quanto detesto 'sto termine) e spero che con la definitiva maturazione di questo nuovo genere esso possa fregiarsi di un'etichetta meno raffazzonata. Resta il fatto che -mi piaccia o meno- il trend vincente mi pare semmai questo. gia.gif

QUOTE (Ayrton 2112)
Tutto il mondo di quelli che Mauro chiama i Dinosauri, è chiuso in un cassetto (con la sola eccezione, a volte, di King Crimson e Pink Floyd).

Non posso non darti ragione, Ayr. Chiuso, chiusissimo in un cassetto. Là fuori non è affatto raro imbattersi in giovani che i Genesis non li conoscono neppure per sentito dire. Però, vedi, quel che è chiuso in questo cassetto è sicuramente prog. Quando -e non ci vorrà poi troppo- quel cassetto sarà definitivamente vuoto (sia di Personaggi, sia di fan: è il Tempo) il sipario sarà calato per sempre, come a suo tempo calò sul beat (scusate se ricorro sempre a questa analogia, ma mi pare la più efficace).
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Ma forse sto andando off-topic... emb.gif

Keep!
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Ayrton 2112
Inviato il: Giovedì, 13-Giu-2019, 13:10
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QUOTE (Mauro)
Non posso non darti ragione, Ayr. Chiuso, chiusissimo in un cassetto. Là fuori non è affatto raro imbattersi in giovani che i Genesis non li conoscono neppure per sentito dire. Però, vedi, quel che è chiuso in questo cassetto è sicuramente prog. Quando -e non ci vorrà poi troppo- quel cassetto sarà definitivamente vuoto (sia di Personaggi, sia di fan: è il Tempo) il sipario sarà calato per sempre, come a suo tempo calò sul beat (scusate se ricorro sempre a questa analogia, ma mi pare la più efficace).


Però c'è da dire anche che, quando il sipario sarà calato sulle Leggende degli anni '70, ci saranno ancora in giro quei gruppi che a quelle leggende si ispirano in maniera dichiarata: penso a Big Big Train, Wobbler, Gungfly, e qui in Italia Bacio della Medusa, Coscienza di Zeno, Cellar Noise ecc.. Ovvio, le loro proposte saranno per forza di cose derivative, venderanno poche copie e non sarà facile vederli dal vivo; ma almeno, per gli appassionati di un certo tipo di sonorità, sarà ancora possibile ascoltare nuovi album senza aprire ogni volta l'armadio dei ricordi.


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Ayrton 2112
Inviato il: Giovedì, 13-Giu-2019, 13:17
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E aggiungo che, a quel punto, tiferò a gran voce per tributi, cover band, raccolte in edicola e qualsiasi operazione che riproponga al pubblico il repertorio di Genesis, Yes, ELP, Marillion, Gentle Giant e qualsiasi grande gruppo ormai sciolto e defunto. Chissà, su 1000 persone che ne saranno a conoscenza, 100 potrebbero diventare fan del genere, 10 diventarlo al punto da decidere di mettere su una band per scrivere pezzi propri, e 1-2 arrivare addirittura a pubblicare album interessanti biggrin.gif


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Mauro
Inviato il: Giovedì, 13-Giu-2019, 13:32
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QUOTE (Ayrton 2112)
venderanno poche copie e non sarà facile vederli dal vivo

Venderanno pochissime copie e sarà estremamente raro vederli live.
Non ci sarà sufficiente pubblico prog per giustificare più di questo: tutto qui.

Lungi da me fare la parte del "gufo", eh? biggrin.gif Questo è solo realismo.

Guardati attorno ai live o ai festival, tu che sei uno di quelli che il prog lo vivono sul campo e non alla tastiera: il 70% del pubblico è fatto di gente della mia età e lo sai bene. Dice bene Kid, non c'è sufficiente ricambio generazionale. Forse nel 2029 il Prog (quello DOC) vivrà ancora, magari pure nel 2034... ma sarà un fenomeno di dimensioni infinitesimali, altro che adesso.

Tu, nel '34, sarai nel pieno della maturità (alba della mezza età?) e potrai dire cose tipo "Ah, i Bei Tempi! Ricordo nel '19... ero poco più di un ragazzo... d'estate era tutto un fiorire di festival e festivalini prog, lo si suonava spesso e in tanti locali... a quei tempi scrivevo su un forum e c'era un Calendario dei live pieno zeppo..."

By the way, qui su Arle leggevo frasi simili quando m'iscrissi (2010) in riferimento ai "Bei tempi dei '90".
Nei '90 queste frasi le sentivo in riferimento ai '70... etc etc... ad infinitum...

Funny. asd.gif
Or sad? roll.gif

Luogo Comune: Proggers, quelli che "Ah, i Bei Tempi!"

KTFB
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Ayrton 2112
Inviato il: Giovedì, 13-Giu-2019, 18:16
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QUOTE (Mauro @ Giovedì, 13-Giu-2019, 13:32)
Tu, nel '34, sarai nel pieno della maturità (alba della mezza età?) e potrai dire cose tipo "Ah, i Bei Tempi! Ricordo nel '19... ero poco più di un ragazzo... d'estate era tutto un fiorire di festival e festivalini prog, lo si suonava spesso e in tanti locali... a quei tempi scrivevo su un forum e c'era un Calendario dei live pieno zeppo..."

By the way, qui su Arle leggevo frasi simili quando m'iscrissi (2010) in riferimento ai "Bei tempi dei '90".
Nei '90 queste frasi le sentivo in riferimento ai '70... etc etc... ad infinitum...

Ah beh, ma quello è in discorso che viene fatto ciclicamente da tutte le generazioni fin dall'alba dei tempi, in qualsiasi campo dell'esperienza umana.
Di nuovo, i social network sono una lente eccezionale per questi fenomeni, che sono davvero trasversali. Dalla politica ("Ah i politici di oggi sono tutti ladri e incapaci, una volta avevamo gente seria, colta e competente", e sono gli stessi che vent'anni fa erano considerati ladri e incapaci) allo sport ("gli atleti di oggi sono delle fighette, vent'anni fa sì che giocavano dei campioni veri!"), al mio preferito, l'educazione: "i ragazzini di oggi sono troppo viziati e coccolati, se avessi fatto io certe cose mia madre mi avrebbe preso a scudisciate", e poi scopri che queste stesse persone hanno passato l'adolescenza davanti alla Playstation e senza aprire un libro neanche per sbaglio.

Sempre lo stesso leit-motiv: il presente fa schifo, vent'anni fa le cose erano belle vere e genuine.
Ma qua finiamo davvero off topic asd.gif


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Inviato il: Giovedì, 13-Giu-2019, 18:33
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Tutto quello che dite è giusto, però a mio parere in un'ottica "italiana".
La mia impressione, girando su internet, è che nei paesi centronordeuropei ci sia un proliferare di nuove band e di festival prog (non comparabile, sia chiaro, a quanto avviene con il metal, ma comunque rilevante), per cui non mi sembra che il genere sia agonizzante. E' vero che oggi ci sono molte contaminazioni, ma in fondo penso che sia nella natura del prog quella appunto di progredire, nel senso di trovare nuove forme di espressione sempre originali. Per cui è logico che le sonorità settantiane siano sempre più fuori moda, ma non per questo penso sia corretto dire che il prog come genere sia moribondo. Semplicemente si sta trasformando. Che poi in Italia i numeri siano quelli che sono, è una realtà che dipende dal fatto che la cultura rock non ci appartiene (ed infatti, volendo chiamare nuovamente in causa il metal, anche in quell'ambito i numeri sono ben al di sotto della media europea). Personalmente, stimolato dalle discussioni su Arlequins, in questo primo anno di partecipazione al forum ho scoperto ed ascoltato più dischi prog di quanto fatto in quasi 30 anni di militanza "distratta". E sono in gran parte recenti.
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